
Scrittura scorrevole e brillante: si legge velocemente, con molti momenti in cui ci si riconosce
Oggi vi parlo di questo bel libro dal titolo — Ma tu che lavoro fai? Scritto dalla bravissima @mariangela_galante .
E’ un titolo che incuriosisce subito, e il libro mantiene quella promessa di curiosità.
Il libro esplora il mondo del lavoro contemporaneo con un taglio ironico, realistico e spesso provocatorio. L’autrice parte da una domanda che tutti abbiamo sentito almeno una volta — e che spesso nasconde giudizi, aspettative sociali o semplicemente incomprensione — per raccontare:
• come sono cambiate le professioni negli ultimi anni
• perché molti lavori “nuovi” non sono ancora riconosciuti o compresi
• quanto contano davvero passione, talento e fortuna
• le contraddizioni del mercato del lavoro moderno
• le pressioni sociali legate alla carriera
Il tono è leggero ma mai superficiale: dietro l’ironia c’è una riflessione seria su identità, ambizioni e precarietà.
Punti di forza
• Scrittura scorrevole e brillante: si legge velocemente, con molti momenti in cui ci si riconosce.
• Osservazioni acute sul rapporto tra lavoro e autostima.
• Capacità di mescolare aneddoti personali e analisi sociale.
Da leggere assolutamente!
by Tony Carbe - febbraio 2026

Il mio lavoro è fare l'artista
Ma tu che lavoro fai?
È un interrogativo spiazzante: non riguarda soltanto chi cerca una direzione professionale, ma anche la nostra autrice che la direzione l’ha trovata già. Mariangela Galante ci dice che la vita è sempre pronta a sorprenderci. È un viaggio, così come lo è il nostro lavoro, le cui tappe quotidiane ci regalano emozioni sempre nuove.
Forse è questo il motivo per cui la domanda,ma tu che lavora fai, è spiazzante.
Galante con una scrittura decisamente innovativa, ci prende per mano e ci trasporta nei meandri della burocrazia che ogni giorno affronta chi è alla ricerca di un’attività lavorativa o chi un’attività già ce l’ha. Il racconto coinvolge il lettore in una lettura immersiva in cui le azioni della protagonista mettono in risalto la sua determinazione e la sua piccola follia nel volere proseguire il viaggio senza mai arrendersi, nell’approdare nel ritmo lento dell’isola, così come lei stessa dice, facendo gustare i sapori della cucina siciliana e ammirare i sorprendenti paesaggi isolani nelle varie stagioni dell’anno, che a partire dal primo germoglio, nascondono le storie più grandi. Mariangela è consapevole che il suo viaggio non finirà e che ogni giorno il suo lavoro deve attingere a una nuova forza creativa per farlo germogliare sempre più.
Arriverà, quindi, il giorno in cui saprà rispondere alla domanda, “Ma io che lavoro faccio?”
Forse la risposta sarà: Continuerò a fare l'artista.
by Croce Alù - febbraio 2026

Si tratta di un libro riuscito, capace di coniugare sincerità emotiva e rispetto per gli altri, struttura agile e profondità di contenuto
La lettura del libro di Galante ha rappresentato un'esperienza particolarmente efficace, innanzitutto per la struttura compositiva adottata dall'autrice.
L'opera si articola in capitoli brevi e conclusi – ciascuno dei quali costituisce un'unità narrativa autonoma – mantenendo tuttavia una coerenza complessiva che non disperde mai il filo del discorso. Questa scelta formale si è rivelata particolarmente funzionale per chi, come me, tende a una lettura rapida e concentrata. A differenza di quanto accade con romanzi dalla struttura più tradizionale, nei quali la sospensione della lettura richiede poi un faticoso recupero del contesto al momento della ripresa, la configurazione per unità brevi consente di interrompere e riprendere la lettura senza soluzione di continuità.
Tale caratteristica ha prodotto un effetto collaterale significativo: mi ha permesso di recuperare spazi di lettura sottratti all'uso – ultimamente eccessivo e poco appagante – del telefono cellulare. La possibilità di dedicare al libro tempi anche frammentati, ma pienamente fruibili, ha reso la lettura un'alternativa concreta e soddisfacente rispetto alla dispersione digitale.
Eppure, l'efficacia del libro non risiede soltanto nella struttura formale. Il testo è scritto con sincerità notevole, caratteristica che emerge dalla capacità dell'autrice di mettersi a nudo – operazione sempre complessa nella scrittura autobiografica – salvaguardando però la riservatezza delle persone che le stanno vicino.
Ciò vuol dire che Galante riesce a essere vera, talvolta persino intima, senza esporre marito, figlio o genitori a un'indebita invasione della loro sfera privata. Questo equilibrio tra sincerità personale e rispetto altrui non è affatto scontato. In secondo luogo, ho avvertito una prossimità particolare con l'esperienza raccontata, sia per la natura degli eventi narrati – vicini al mio vissuto personale – sia per il tono adottato.
L'umorismo dell'autrice risulta efficace senza cadere nella banalizzazione: la metafora dell'essere colpiti in faccia da un'arancina calda, per esempio, rende con precisione la violenza improvvisa di certe situazioni esistenziali, mantenendo però quella leggerezza necessaria a rendere sostenibile la narrazione del dolore.
Ad ogni modo, si tratta di un libro riuscito, capace di coniugare sincerità emotiva e rispetto per gli altri, struttura agile e profondità di contenuto.
by Marco Giacchetto - febbraio 2026

Due frasi di questo capitolo che mi hanno toccato le corde dell’anima...
Ho conosciuto l’autrice di questo libro, Mariangela Galante, grazie al TEDxCaltanissetta, evento importante per la sua e mia città che lei è riuscita ad organizzare insieme ad altre belle persone nel Dicembre scorso, una opportunità di conoscenza e confronto tra persone che hanno restituito e vogliono restituire al proprio territorio di origine, quel che in ogni caso hanno avuto nelle loro vite personali e professionali.
In occasione del TEDx mi ha incuriosito molto il titolo di questa sua prima pubblicazione, riportandomi alla mente un libro pubblicato nel 1979 dal grande pubblicitario francese Jacques Séguéla: "Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario… lei mi crede pianista in un bordello".
Leggendo “Ma tu che lavoro fai?” ho rivissuto molte situazioni del mio percorso lavorativo, iniziato 38 anni fa, anche se l’autrice è molto più giovane di me, e la sua esperienza formativa e lavorativa raccontata nel libro, è di un’epoca sicuramente molto diversa dalla mia di tanti anni fa.
Il tempo dedicato a leggere il libro, ha rappresentato per me un'oasi di tranquillità e di piacere in mezzo a giornate impegnative su vari fronti, e tutti i capitoli mi hanno catturato molto l’attenzione e l’interesse, ma una mattina alle 6, quando appena sveglio ho ripreso il libro per le ultime 15 pagine, il capitolo “Perché la felicità è una scelta” mi ha colpito molto, e mi sono subito trascritto due frasi di questo capitolo che mi hanno toccato le corde dell’anima:
"... Ho imparato che la felicità non è una destinazione, non è un luogo dove arrivi dopo aver scalato mille montagne o aver navigato in acque tempestose. La felicità è una serie di scelte quotidiane. È scegliere di ridere anche quando tutto sembra andare storto. ..."
"... la felicità è una scelta. La vita, le situazioni, le opportunità, tutto cambia continuamente, ma quella piccola decisione quotidiana di sorridere, di abbracciare il caos con un po' di umorismo, è ciò che fa la differenza. ..."
Grazie per aver scritto questo libro, che penso possa essere molto utile ai tanti giovani che terminato il loro percorso di studi, di qualsiasi livello e tipologia esso sia, e si trovano davanti a delle scelte da compiere: provare a inseguire e ottenere il mitico “posto fisso”, o intraprendere la strada dell’attività lavorativa autonoma, con tutte le incertezze, ma anche i piaceri e le opportunità che ti offre!
by Pasquale Carlo Tornatore - febbraio 2026

Pagine intrise di saggezza e di profonda verità
Molti si lasciano sedurre dalla "libertà" che solo una partita IVA può dare. Ma in pochi riescono poi a barcamenarsi realmente nella vita da freelance, senza diventare schiavo di se stesso.
Galante ci mostra il suo percorso lavorativo iniziando dagli studi fino ai suoi ultimi traguardi, passando per i periodi di gavetta, con una scrittura fresca che lascia incollati alle pagine.
Ma tu che lavoro fai? non si pone come un "vademecum del freelance", ma offre molti spunti di riflessione per chi, come l'autrice, ha deciso di intraprendere questo tipo di iter lavorativo.
Pagine intrise di saggezza e di profonda verità che accompagnano il lettore in una piacevole passeggiata tra esperienze, emozioni, riflessioni e sorrisi.
by Roberta Pletto - gennaio 2026

Questo libro non dà risposte facili, ma fa le domande giuste!
Questo libro è una chiacchierata sincera davanti a un caffè (freddo, perché sei freelance).
Mariangela racconta la sua esperienza lavorativa tra Roma e la Sicilia, tra sogni grandi, contratti piccoli e mille tentativi di trovare il proprio posto nel mondo… il tutto con ironia, lucidità e tanta umanità.
Non è un manuale motivazionale con frasi tipo “credi in te stesso” stampate in grassetto.
È piuttosto un diario di bordo della vita da partita IVA: fatta di scelte sbagliate, svolte improvvise, entusiasmo, paure e ripartenze.
Una storia che ti fa sorridere, ma anche pensare: che cosa sto costruendo davvero?
La scrittura è scorrevole, diretta, sembra che l’autrice ti stia parlando guardandoti negli occhi.
Ed è proprio questo il bello: ti senti meno solo in mezzo al caos del lavoro moderno.
Lo consiglio a chi:
– si sente in bilico
– sta cambiando strada
– si chiede spesso “ma io, che lavoro faccio davvero?”
Perché questo libro non dà risposte facili… ma fa le domande giuste!
by Giovanna Lucarelli - gennaio 2026

Siamo noi artefici del nostro destino ma, soprattutto, della nostra felicità
Ma che lavoro fai?
Credo sia questo il quesito più gettonato della società odierna.
Qualcuno è più curioso nel gettarsi in un inseguimento di giudizio piuttosto che nella ricerca della vera essenza di ognuno di noi.
Perché, in fin dei conti, l’infelicità dell’animo umano da dove nasce?
Semplicemente?
Dal lambiccarsi continuamente la mente con tormenti imponenti, ma non essenziali alla costruzione della nostra felicità.
Perché cogliere l’attimo è essenziale tanto quanto la ricerca dell’equilibrio.
Dunque lasciamo sulla soglia quelle domande indisponenti, che si fanno largo nel nostro cuore, piantando radici insidiose.
“Ma ti sei diplomata?”
“Ah e per cosa ti stai laureando? Sei già in cerca di un lavoro?”
Quel dito criticante è lì.
Invisibile e incostante, ma pur sempre lì.
A ricordarti che, delle volte, siamo il riflesso di ciò che gli altri desiderano vedere.
Ed erriamo proprio nel momento in cui gli permettiamo di influenzarci.
Di abbatterci con delle parole invisibili.
Sappiamo sempre da quale strada proveniamo ma mai la prossima che affronteremo.
E, semmai volessimo intraprenderla, dovrà essere una decisione unicamente nostra.
Siamo noi artefici del nostro destino ma, soprattutto, della nostra serenità.
Non dimenticatelo mai.
by Miriana Felaco - gennaio 2026

Cosa vuol dire oggi essere (liberi) professionisti
Ho letto questo libro con sincero piacere. È un'opera che non gira intorno alle cose: stile diretto, essenziale, senza fronzoli inutili. Questa chiarezza funziona, perché parlare di lavoro autonomo, oggi, richiede onestà più che retorica. Ho apprezzato molto anche l’ironia con cui l’autrice affronta un tema tutt’altro che leggero: l’essere (liberi) professionisti viene raccontato per quello che è davvero: una scelta di libertà, sì, ma anche di responsabilità, di solitudine, di continue domande (spesso scomode) su identità, valore e futuro. Nessuna idealizzazione, nessun vittimismo: solo realtà raccontata con intelligenza e un sorriso lucido.
È un libro che si legge bene perché è vero e lascia qualcosa addosso, soprattutto a chi il lavoro non lo subisce, ma lo sceglie ogni giorno. Consigliato a chi è già freelance, a chi ci sta pensando, e anche a chi continua a chiedersi: “ma tu, che lavoro fai?”, senza rendersi conto di quanto quella domanda pesi davvero.
by Simona Berti - gennaio 2026

Una prospettiva diversa sul mondo del lavoro
Il libro si legge molto velocemente e mi è stato molto utile per avere una prospettiva diversa sul mondo del lavoro, dato che la mia è limitata al momento al lavoro dipendente per un'azienda privata finora eseguito in maniera stabile da parecchi anni.
Conoscere dinamiche specifiche di un tipo di lavoro "all'opposto" del mio mi aiuterà sicuramente in futuro ad essere più empatico. Il libro infatti mi ha aiutato a conoscere dinamiche e situazioni specifiche di quel mondo (libera professione).
Consigliato quindi anche per chi vuole avere una prospettiva del mondo del lavoro diversa dalla sua, anche perchè l'autrice rende tanti argomenti più "leggeri" e quindi la lettura è agevolata.
by Michele Galante - gennaio 2026

Un libro che sorprende e aiuta
Questo è uno di quei libri che sorprendono per la loro semplicità disarmante e per la sincerità con cui raccontano un percorso professionale che somiglia alla vita reale — fatta di strade improvvise, tentativi, inciampi, entusiasmi e ripartenze.
Galante usa la propria esperienza come materia narrativa: non si nasconde dietro un manuale, non offre ricette, non si erge a esperta. Si mette in gioco. Racconta cosa significa iniziare con uno stage, cambiare città, trasferirsi, tornare, lasciare, imparare un mestiere dai contorni incerti, reinventarsi più volte, fino a diventare CEO e socia di un’azienda, aprire una casa editrice, affrontare un matrimonio, un figlio e un lockdown che ha messo in pausa il mondo e costretto tutti a rivedere prospettive.
Il cuore del libro non è la cronaca dei successi: è la dimensione emotiva, il modo in cui una giovane professionista si muove in un mercato del lavoro frammentato, dove la partita IVA è più un atto di fede che uno status e la mancanza di uno stipendio fisso diventa una condizione da cui imparare — non solo a sopravvivere, ma a crescere, trovare forza e sviluppare creatività. La narrazione scorre veloce, con uno stile diretto che non abbellisce la fatica, ma la trasforma in possibilità.
È anche un libro contemporaneo: c’è il lavoro da remoto, il crowdfunding, la dimensione digitale vista dalla Sicilia che cambia insieme alla protagonista. E c’è l’idea che il lavoro non sia una linea dritta, ma un continuo aprirsi: a occasioni inattese, collaborazioni che diventano legami, città che diventano tappe, competenze che si imparano facendo.
La forza del testo è nel messaggio — mai moralista — che attraversa ogni pagina: non mettere paletti, non chiudere le porte prima che qualcuno bussi. La vita, soprattutto quella professionale, è imprevedibile.
Leggero, scorrevole, vicino a chi ha vissuto ansia da scadenze, precarietà, il coraggio di buttarsi e la sensazione di non essere mai “arrivato”, il libro di Galante è una boccata d’aria: fa compagnia, fa sorridere e ricorda che nessuno è davvero solo nella complessità del lavoro contemporaneo.
by Marco Palagi - novembre 2025

Veramente un ottimo libro!
È stato un libro che mi ha conquistato pagina dopo pagina. La lettura è incredibilmente fluida, naturale, quasi spontanea: le parole scorrono senza sforzo e invitano a proseguire, rendendo difficile interrompersi. Ma ciò che colpisce davvero è la bellezza del racconto, la forza con cui viene narrata una storia vissuta, autentica, capace di trasmettere emozioni sincere. Ogni episodio sembra pulsare di realtà, permettendo al lettore di entrare in empatia con i personaggi e di sentirsi parte del loro percorso. È un libro che non si limita a raccontare, ma accompagna, coinvolge e lascia una traccia profonda anche dopo averlo chiuso.
by Andrea Lucarelli - gennaio 2026

Un diario ironico da leggere tutto d'un fiato
Ci troviamo di fronte a un libro che parla un po' di tutti noi. D'altronde, chi non ha mai fatto la gavetta? Chi non è mai stato sottopagato per svolgere un lavoro per cui ha studiato? Ma questo è anche un libro che parla di chi ha il coraggio di intraprendere una professione in un ambito non tradizionalmente stabile. È un libro per tutti coloro che, almeno una volta, hanno sentito questa domanda: "ma riesci a campare con quello che fai?"
Perché forse ci stiamo dimenticando che è più importante come campi invece di quanto guadagni per campare e grazie a questo diario pieno di esperienze e riflessioni io me ne sono ricordata.
Qui non troverete le istruzioni per aprire la vostra partita iva ma forse troverete delle risposte che vi aiuteranno a capire se quella che state vivendo è la vostra vita o è quella che gli altri hanno costruito per voi.
Un libro piacevole, divertente ma soprattutto necessario.
by Elisa Tosti- novembre 2025

Bellissimo libro!
Un libro che coinvolge fin dall'inizio grazie a una scrittura scorrevole, che rende la lettura piacevole. La storia di una ragazza, che riesce a trasmettere emozioni sincere. Una lettura che a tratti rispecchia la vita di tanti giovani. Ideale per chi desidera una lettura capace di far pensare senza essere complessa, e per chi apprezza i racconti ispirati alla vita vera, narrati con sensibilità.
by Letizia Palermo - gennaio 2026

Un esordio molto promettente!
"Ma tu che lavoro fai?" è un libro che sorprende per la sua sincerità e per il modo in cui riesce a raccontare una realtà che tutti viviamo, ma che spesso diamo per scontata. Mariangela Galante parte da una domanda che sentiamo continuamente (a volte con curiosita, altre con imbarazzo) e la trasforma in un viaggio tra storie, emozioni e scelte di vita.
Galante riesce a dare spazio a diverse esperienze, mostrando quanto il lavoro possa influenzare l'umore, le relazioni e perfino l'idea che abbiamo di noi stessi.
Quello che colpisce di più è il modo in cui l'autrice alterna leggerezza e riflessione. Ci sono pagine che fanno sorridere e altre che fanno pensare, ma senza mai risultare pesanti o moralistiche. Ogni storia ha qualcosa di autentico e permette di immedesimarsi facilmente, perché parla di situazioni e dubbi che, in un modo o nell'altro, appartengono a tutti.
In conclusione, "Ma tu che lavoro fai?" è un libro piacevole, concreto e molto umano. Perfetto per chi ha voglia di leggere qualcosa che faccia riflettere senza rinunciare alla semplicità, e per chi ama le storie che nascono dalla vita reale e la raccontano con delicatezza.
by Martina Filici - novembre 2025

...ma io stavolta non riesco ad essere obiettivo...
Ritrovo. Via Salvo D’acquisto. 93100. Caltanissetta.
Mi sono preso un caffè con @mariangela_galante di quelli lunghi un weekend.
Un weekend come quelli passati in pantaloncini o sopra il mio booster o il suo scarabeo. Ci siamo anche fatti due passi, giusto due: quelli che separano casa dai miei da casa dei suoi. L’autrice (biii che impressione!) scrive x missione piu che per autocelebrazione, scrive x esigenza piu che per dovere di cronaca. Scrive di un percorso che non è IL percorso, ma è uno che è stato possibile fare NONOSTANTE TUTTO. Giá: ma che è sto tutto? Tutto è il centro Sicilia, è quella Caltanissetta che sta alla fine di ogni classifica nazionale (vedi articoli di questa settimana) per qualità di vita e servizi. Tutto è una famiglia “convenzionale” che piena di valori vuole solo il meglio per i propri figli. Tutto sono esperienze fatte in grande, necessarie per capire qual è il proprio posto (e ruolo) nel mondo.
Il libro puó piacere o no, puo interessare o meno: ma io stavolta non riesco ad essere obiettivo, perchè si parla di un pezzo della mia vita e io ne vado fiero! #bravamari
by Livio Cortese - novembre 2025

Penso farai molto Bene con il tuo libro
Mariangela cara, ti scrivo per farti i miei complimenti. Il tuo scritto è scorrevole, vero, propositivo, ricco di valori, segno di grande coraggio e amore per la propria terra. Non saprei cosa scrivere prima. Regalerò il tuo libro a ragazzi che vedo ancora tanto confusi. Penso farai tanto bene con il tuo scritto.
by Rosanna Milisenna - gennaio 2026
